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In passato i nomi delle persone erano spesso nome di
Santi, e più un santo era importante, più erano le
persone col suo nome. Tra i santi più quotati San
Giuseppe, San Giovanni, Sant’Antonio, San Pietro e via
andare (1) Per le donne, in testa Santa Maria.
Questi nomi avevano e hanno degli “optional”. Per
esempio Giuseppe può essere Peppino, Pino, Peppe,
Pinuccio, ecc. Per noi, a Lama, Giuseppe può essere
Iusfon se chi lo porta è grande e grosso; Iusfin se è
piccolo e patito; e ancora Iusfat se è una via di mezzo.
Il lunario, più in passato, ma anche oggi suggeriva il
nome da imporre: quello del santo o della santa del
giorno della nascita. Così tanti poveracci sono
costretti a portarsi dietro per tutta la vita, nomi
come: Porfirio, Eufrasia, Procopio, Emerenziana.
Aderito, Cleofe, Pacomio. Un motivo per mettere in
galera i genitori o chi ha scelto questo nome.
Molte volte i nomi dati cadono a sproposito. Capita così
che uno nato il 13 febbraio si chiama, dal santo del
giorno, Mansueto. Invece che mansueto scopri che è una”
taraghegna” (2) cattivo come una belva. Idem per
Omobono. A un nato il 26, sempre di febbraio, viene
imposto il nome di Fortunato. Non gliene va bene una in
tutta la sua vita. Un altro nome, Giocondo, poichè vede
la luce il 14 novembre, capita addosso a uno, allegro
alla vista come un beccamorto. Non parliamo poi di chi
nato il 16settembre si porta dietro il nome di Cornelio.
Un vantaggio in certi casi. Se la moglie gli fa le
corna, non può offendersi quando uno lo saluta con un
bel: "Ciao Cornelio!"
Anche dalla Bibbia i vecchi sceglievano i nomi. Così ti
saltava fuori un Senen, un Abramo, un Tobia, un
Matusalemme, un Osea che un mio amico, più rimbambito di
me, credeva fosse un nome di donna, invece che di un
uomo e per di più un profeta.
Per dare un nome si disturbavano anche i numeri, Infatti
nelle numerose famiglie di un tempo era facile trovare
un Primo, un Secondo, un Quinto, un Ultimo che, molte
volte, ultimo non era.
Ala tempo degli anarchici di moda Libero per gli uomini;
Libertà per le donne; e qui a me scappa da ridere
pensando che a uno di nome Libero fosse capitata una
factotum come la mia: libero di fare quello che vuole
lei.
Sono poi venuti di moda i nomi dei periodi storici: dopo
la prima guerra mondiale i Vittorio i Cadorna e i
Firmato, dal famoso bollettino della vittoria di Diaz.
In seguito arrivò il tempo dei Benito, degli Italo in
onore di Balbo, dei Galeazzo. Per le donne Edda. Dopo la
scaravolta (3) ecco i Palmiro, i Tito, Ivan, Igor
e per le donne: Natascia, Lara, Katia, Dolores per
ricordare la ”Pasionaria” spagnola.
Adesso van per la maggiore, nomi stranieri di cantanti,
artisti, eroi ed eroine di telenovele: Marica, Jessica,
Monia, Krizia, Ursula, e per gli uomini: Christian, Jair,
Mirko. Io Antonio sono sempre stato chiamato Tonino, ma
come vi ho già raccontato a proposito dell’inglese, la
factotum* ha detto che mi devo modernizzare e anziché
Tonino mi chiama Antony.
(1) Eccetera
(2) Attaccabrighe, violento.
(3) Capovolgimento
* il brano fa parte di una serie di scritti in
dialetto, tradotti in uno italiano molto dialettale
dall'autore per mantenerne, quanto più possibile,
l'originale freschezza ed immediatezza. In questi
scritti vengono presentati, in modo umoristico ed a
volte quasi paradossale, squarci di vita autobiografici.
La factotum in particolare è sempre riferito alla
moglie. (ndr)
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