Nomi di ieri e di oggi                                 di Antonio Mazzieri
versione in italiano dal brano originale in dialetto lamese

In passato i nomi delle persone erano spesso nome di Santi, e più un santo era importante, più erano le persone col suo nome. Tra i santi più quotati San Giuseppe, San Giovanni, Sant’Antonio, San Pietro e via andare (1) Per le donne, in testa Santa Maria.
Questi nomi avevano e hanno degli “optional”. Per esempio Giuseppe può essere Peppino, Pino, Peppe, Pinuccio, ecc. Per noi, a Lama, Giuseppe può essere Iusfon se chi lo porta è grande e grosso; Iusfin se è piccolo e patito; e ancora Iusfat se è una via di mezzo. Il lunario, più in passato, ma anche oggi suggeriva il nome da imporre: quello del santo o della santa del giorno della nascita. Così tanti poveracci sono costretti a portarsi dietro per tutta la vita, nomi come: Porfirio, Eufrasia, Procopio, Emerenziana. Aderito, Cleofe, Pacomio. Un motivo per mettere in galera i genitori o chi ha scelto questo nome.
Molte volte i nomi dati cadono a sproposito. Capita così che uno nato il 13 febbraio si chiama, dal santo del giorno, Mansueto. Invece che mansueto scopri che è una” taraghegna” (2) cattivo come una belva. Idem per Omobono. A un nato il 26, sempre di febbraio, viene imposto il nome di Fortunato. Non gliene va bene una in tutta la sua vita. Un altro nome, Giocondo, poichè vede la luce il 14 novembre, capita addosso a uno, allegro alla vista come un beccamorto. Non parliamo poi di chi nato il 16settembre si porta dietro il nome di Cornelio. Un vantaggio in certi casi. Se la moglie gli fa le corna, non può offendersi quando uno lo saluta con un bel: "Ciao Cornelio!"
Anche dalla Bibbia i vecchi sceglievano i nomi. Così ti saltava fuori un Senen, un Abramo, un Tobia, un Matusalemme, un Osea che un mio amico, più rimbambito di me, credeva fosse un nome di donna, invece che di un uomo e per di più un profeta.
Per dare un nome si disturbavano anche i numeri, Infatti nelle numerose famiglie di un tempo era facile trovare un Primo, un Secondo, un Quinto, un Ultimo che, molte volte, ultimo non era.
Ala tempo degli anarchici di moda Libero per gli uomini; Libertà per le donne; e qui a me scappa da ridere pensando che a uno di nome Libero fosse capitata una factotum come la mia: libero di fare quello che vuole lei.
Sono poi venuti di moda i nomi dei periodi storici: dopo la prima guerra mondiale i Vittorio i Cadorna e i Firmato, dal famoso bollettino della vittoria di Diaz. In seguito arrivò il tempo dei Benito, degli Italo in onore di Balbo, dei Galeazzo. Per le donne Edda. Dopo la scaravolta (3) ecco i Palmiro, i Tito, Ivan, Igor e per le donne: Natascia, Lara, Katia, Dolores per ricordare la ”Pasionaria” spagnola.
Adesso van per la maggiore, nomi stranieri di cantanti, artisti, eroi ed eroine di telenovele: Marica, Jessica, Monia, Krizia, Ursula, e per gli uomini: Christian, Jair, Mirko. Io Antonio sono sempre stato chiamato Tonino, ma come vi ho già raccontato a proposito dell’inglese, la factotum* ha detto che mi devo modernizzare e anziché Tonino mi chiama Antony.

(1) Eccetera
(2) Attaccabrighe, violento.
(3) Capovolgimento
* il brano fa parte di una serie di scritti in dialetto, tradotti in uno italiano molto dialettale dall'autore per mantenerne, quanto più possibile, l'originale freschezza ed immediatezza. In questi scritti vengono presentati, in modo umoristico ed a volte quasi paradossale, squarci di vita autobiografici. La factotum in particolare è sempre riferito alla moglie. (ndr)