Aprile                               di Franca Ascari Scanabissi  e Liliana Benatti Spennato   

Il mese prende il nome da aperire che in latino significa aprire, infatti in questo periodo i fiori e la natura si aprono ai raggi del sole e ad una nuova vita. È il mese della rinascita, del risveglio della dopo il sonno durato tutto l’inverno. Per i Romani il mese era sacro alla dea Venere, signora della bellezza e dell’amore. Nell’antica Roma, si tenevano molte feste di carattere propiziatorio: il 15 la Fordicidia, per chiedere abbondanza agli animali da pascolo e frutti alla dea Terra; il 19 avevano luogo le Cerealia, in onore di Cerere, dea delle messi e dei raccolti; il 23 si svolgeva la Vinalia , durante la quale si libava con il vino dell’annata appena trascorsa; il 25 si tenevano le cerimonie riunite sotto il nome di Robigalia, per chiedere agli dei di proteggere le messi dalla ruggine, una malattia dannosissima che metteva in grave pericolo i raccolti.  Nel Medioevo il mese di Aprile era spesso rappresentato da una fanciulla intenta a trasportare zolle erbose e fiorite. Durante la Rivoluzione Francese il periodo che andava 21 Marzo al 19 Aprile prese il nome di Germile o Germinale, quello che andava dal 20 Aprile al 19 Maggio prese il nome di Fiorile o Floreale.

In molti paese d’Europa il 1° d’Aprile è il giorno dedicato a scherzi e facezie. E’ detto il giorno del pesce d’aprile o dello scherzo d’Aprile. Tale usanza viene collegata a Noè e alla colomba dell’arca: come la colomba fu inviata a trovare un possibile approdo, così la vittima dello scherzo viene mandata a cercare cose o persone che non si trovano o non esistono.

Il 25 è il giorno di S. Giorgio, il cavaliere del bene. Secondo una leggenda un tremendo drago terrorizzava la città di Silene, in Libia, e gli abitanti per tenerlo lontano gli offrivano giovani vittime umane. Quando giunse Giorgio e vide che la bellissima figlia del re stava per essere sacrificata, affrontò il mostro e lo vinse, rendendolo docile come un agnellino, tanto che la principessa lo portava al guinzaglio per le vie della città.

Curiosità: il fiore simbolo del mese e del segno zodiacale del Toro è la rosa rossa. Si narra che un giorno la dea greca Cloris inciampò in una bellissima ninfa ormai morta e la trasformò in un fiore. Afrodite aggiunse la bellezza e le tre Grazie le diedero splendore, fascino e letizia. Dioniso le donò il suo nettare fragrante, mentre Zefiro, il vento dell’ovest, soffiò via le nuvole così che Apollo potesse immergerla in un bagno di sole. Il fiore venne infine dato ad Eros, il dio dell'amore, e chiamato “Regina dei fiori”.

Un altro mito narra che sarebbe nata dal sangue di Adone, che Diana aveva fatto uccidere da un cinghiale. Un altro invece racconta di un poeta, che volendo offrire a Giove una cosa bella e fragile nello stesso tempo, si fermò davanti ad un arbusto, colse un fiore ed esclamò : ”Sia la rosa!”.