I Santi dell’Avvento                di Franca Ascari Scanabissi  e Liliana Benatti Spennato   

L’Avvento è il periodo che, secondo la liturgia cristiana, precede il Natale. La parola Avvento deriva dal latino adventus e significa venuta. Nel rito romano della chiesa cattolica ha una durata di 4 settimane, mentre nel rito ambrosiano di 6.

Santa Bibiana (2 dicembre)

La bellissima e giovane Bibiana, proveniente da una ricca famiglia cristiana, fu perseguitata furiosamente dal governatore di Roma, Aproniano, che esiliò Flaviano, il padre, incarcerò la madre Dafrosa e la sorella Demetra. Diversa sorte per Bibiana, che venne affidata ad una donna di facili costumi. La ragazza però non si lasciò influenzare negativamente nella sua vita pura e casta e fu flagellata e poi uccisa nel 363.
Bibiana ha infatti la stessa origine del nome di Viviana e perciò la Santa può essere presa come Patrona dalle donne che ripetono il nome di Viviana: un nome, nella etimologia popolare, legato al verbo “vivere”, e quindi sinonimo dì vitalità, vivacità, e augurio di spirituale sopravvivenza. La tradizione fa coincidere con il 2 dicembre un proverbio meteorologic”Per Santa Bibiana, quaranta giorni e una settimana” per pronosticare il tempo futuro, che sarà come quello del giorno in questione.

San Nicola (6 dicembre)

San Nicola nacque verso il 270, forse a Patara, nella Licia (attuale Turchia).
Rimasto orfano ancora giovinetto, venne accolto da uno zio che risiedeva nella città di Mira.
Ben presto Nicola si fece ammirare per la grande bontà e generosità che animavano il suo operato soprattutto verso i più poveri, ai quali distribuì le ricchezze ricevute in eredità dai genitori.
In seguito venne ordinato sacerdote dal vescovo di Mira ed alla sua morte ne divenne il successore. Anche nella Chiesa si distinse ben presto per lo zelo pastorale e la cura con la quale seguì il suo “gregge”, mentre la risonanza di grandi miracoli da lui compiuti si diffondeva ovunque, accrescendo la fama di Santo.
Il vescovo, alla morte avvenuta il 6 dicembre ma di cui non si conosce con esattezza l’anno (si ritiene compreso tra il 345 e il 352), venne sepolto nella cattedrale di Mira.
Le reliquie rimasero nella città fino al 1087 (la città da diversi anni si trovava sotto il dominio turco), allorché un gruppo di marinai baresi le trafugarono e trasportarono a Bari dove giunsero il 9 maggio 1087 ed ancora si trovano.
In diversi paesi la profonda devozione verso questo santo ha dato origine a tradizioni che si intrecciano con la grande festa della natività di Gesù.

Sant’Ambrogio (7 dicembre)

Ambrogio, appartenente ad una ricca ed importante famiglia romana, nacque nel 334 a Treviri, dove suo padre era un insigne personaggio pubblico, prefetto del pretorio per le Gallie. La morte prematura del capo famiglia spinse la sposa a ritornare a Roma con i suoi tre figli Marcellina, Satiro e Ambrogio. Marcellina si consacrò a Dio prendendo il velo delle vergini; Satiro, che per un certo tempo ricoprì un’alta carica statale, morì nel 378. Ambrogio, che possedeva una formazione retorica e giuridica, divenne amministratore della Liguria e dell'Emilia, con sede a Milano. Alla morte del vescovo ariano Aussenzio, scoppiarono a Milano tumulti tra cattolici e ariani per la nomina del successore. Ambrogio intervenne, in qualità di governatore, per riportare la concordia tra le parti, quando all'improvviso fu acclamato vescovo dai due partiti, nonostante fosse solo catecumeno e cercasse invano di sottrarsi alla nomina. Fu consacrato il 7 dicembre 374, solo otto giorni dopo il battesimo. Sotto la direzione di Simpliciano, che fu poi suo successore, si occupò di studi teologici, distribuì tra i poveri il suo patrimonio, ed improntò la vita ad una rigorosa ascesi. La sua influenza fu particolarmente decisiva nella situazione ecclesiastica e politica di quei tempi. Lottò per il riconoscimento esclusivo della Chiesa di fronte al paganesimo, all’arianesimo e alle altre eresie; come anche per la libertà e autonomia rispetto al potere politico. Morì nel 397.
Ambrogio, nonostante fosse impegnato su numerosi fronti, ha trovate il tempo per la composizione di tante opere. La maggior parte di esse non contiene speculazioni dogmatiche, ma è strettamente legato al suo ministero pastorale.

Santa Lucia (13 dicembre)

Ai tredici Santa Lucia,
ai ventuno San Tommaso canta,
ai venticinque la nascita Santa,
ai ventisei Santo Stefano, che fu lapidato,
ai ventisette San Giovanni chiamato,
ai ventotto i martiri innocentini,
ai trentuno finito l'anno, finiti i quattrini

Lucia nacque a Siracusa nel 280 da una ricca famiglia. All'età di cinque anni perse il padre e ciò la legò ancora di più alla madre Eutichia, che fin da piccola la curava e la educava alla fede cristiana. La madre era però sofferente di una grave malattia del sangue e Lucia, in occasione di un pellegrinaggio alla tomba della martire S. Agata a Catania, chiese una grazia per la guarigione della madre e decise di offrire la sua vita a Cristo, rinunciando al matrimonio e alla vita agiata. La madre guarì e Lucia la convinse ad utilizzare i loro beni per sostenere poveri e ammalati. Per amore di Cristo, abbandonò il fidanzato, che la denunciò come cristiana. Fu sottoposta a varie torture e il suo martirio, avvenuto nel 304, si concluse con lo strappo degli occhi. Si racconta che gli occhi, messi in un piatto, continuassero a guardare il carnefice con un’espressione dolce, di perdono. E’ la santa protettrice dei ciechi, degli oculisti, delle sarte e ricamatrici.
Leggende e tradizioni
- Una prima leggenda dice che Lucia era una ragazza molto buona e che un giovanotto si era innamorato di lei, ma alla fanciulla non piaceva. La madre voleva che Lucia lo sposasse, ma lei si rifiutò. Il ragazzo venuto a sapere del rifiuto, disse che
l’ avrebbe bruciata. Lucia pregò Dio che le desse il coraggio di sopravvivere al fuoco.
E poichè era sempre stata molto buona e gentile le fu possibile esaudire questo desiderio. Il ragazzo visto che Lucia resisteva al fuoco prese una spada e gliela conficcò nella gola. Lucia sopravvisse per altre tre ore, dicendo parole bellissime.
- La seconda leggenda racconta che un giovane si innamorò di Lucia e in particolare dei suoi occhi. Lei rifiutò il suo amore ma in cambio gli diede i suoi occhi. Allora accadde un miracolo: Lucia riebbe di nuovo gli occhi, ma questa volta ancora più belli. Il giovane le chiese nuovamente di dargli gli occhi, ma lei questa volta si rifiutò e il giovane la uccise infilandole un coltello nel cuore
- Il 13 dicembre passa l’asinello di Santa Lucia. I bambini, nei loro letti, tengono ben chiusi gli occhi, ma ascoltano attenti se l’asinello si fermerà davanti alla porta della loro casa. Purtroppo ricordano tutte le monellerie che hanno combinato durante l’anno e pensano se Santa Lucia li perdonerà. Vi è infatti la tradizione che la santa porti doni ai bambini, come San Nicola, Gesù Bambino e la Befana.
- A Santa Lucia ci si rivolgeva per ottenere protezione contro le malattie degli occhi. Nelle nostre zone erano molto diffuse brevi invocazioni in particolare contro i bruscoli. Ci si potrebbe domandare come mai fossero recitate così tante preghiere per questo scopo, la risposta è semplice. Un tempo i montanari, dovendo potare, tagliare gli sterpi, fare le fascine, tagliare la legna per il focolare…erano facilmente colpiti da piccole e fastidiose schegge.
 

“Santa Lusia de’ bosch
fam andè via
la busca d’in l’occ”

“Santa Lucia dei boschi
ammi andare via
il bruscolo dall’occhio”

Ed ancora:

“Bosca in fora, oc in denter, Santa Lusia me guerda denter”
(Bruscolo in fuori, occhio in dentro, Santa Lucia mi guardi dentro)

“In nom ed Dio e ed Santa Lusia che la bosca ed l’oc la vaga via”
(In nome di Dio e di Santa Lucia che il bruscolo dall’occhio se ne vada via).