Dal bosco alla cucina…   di Franca Ascari Scanabissi e Liliana Benatti Spennato

Il bosco è un mondo naturale, composto di terra, piante, animali…è un mondo fantastico dove sono nati e si sono intrecciati misteri e leggende…è un mondo immaginario popolato da creature uscite dalla fantasia popolare…
E’ soprattutto un mondo che offre all’uomo tanti prodotti, utili per la sua vita e il suo sostentamento. Il legno degli alberi può diventare legname per costruire le case, i mobili, le suppellettili o legna da ardere nel camino, per riscaldarsi…le foglie possono trasformarsi in lettiera per gli animali, essere usate come medicamento per l’uomo…i frutti delle piante, fra tutti la castagna, è stata “ pane dei poveri” per tanti secoli…i numerosi prodotti del sottobosco, come funghi, more, mirtilli, lamponi, fragoline…danno cibo ai montanari.
Oggi andare nel bosco significa lasciarsi alle spalle un mondo artificiale,
fatto di istituzioni, meccanismi, strumenti, mezzi…creati dall’uomo ed inoltrarci in un ambiente dove la natura è ancora incontaminata, dove l’aria è ancora pura e dove ci si può rilassare nel corpo e nello spirito.
Noi, uomini moderni, andiamo nel bosco per fare una passeggiata, per trascorrere alcune ore di relax.
Per i nostri nonni e bisnonni andare nel bosco significava andare a lavorare, per trovare ciò di cui la famiglia aveva necessità.
L’uomo tagliava gli alberi per fare legna, raccoglieva le castagne e cercava i funghi
per portarli a casa ed avere cibo. Era il bisogno a spingere l’uomo nel bosco ed era sempre il bisogno a far nascere in lui l’amore e il rispetto per l’ambiente.
Si creava così un bellissimo rapporto fra uomo e natura, anche se questa conosce leggi a volte dure e crudeli, che se non si rispettano possono portare rovina e sciagure.
Il bosco è come un mago dalle mille sorprese, nascoste sotto una foglia, tra i rami di un cespuglio, in un groviglio di sterpi o semplicemente per terra, se il nostro occhio è capace di vedere.
Andare per i boschi a raccogliere frutti è da sempre stato un momento di gioia, di ricerca appassionata di quei piccoli tesori che la natura ci regala e che sta a noi sapere conservare e trasformare in marmellate, gelatine, liquori, che in sé racchiudono un universo di sapori e di profumi.
 

Da “I mille volti dell’antica cucina montanara”
 di Franca Ascari Scanabissi e Liliana Benatti Spennato
foto di massimo Mazzieri