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Dicembre era il decimo mese del calendario romano, da
decem cioè dieci; consacrato a Saturno, dio della
semina
e, successivamente, dio della terra dei morti. Con il
solstizio d’inverno, Dicembre dà il bentornato alla
luce: infatti in questo mese le giornate cominciano ad
allungarsi, a discapito delle nottate che diventano più
corte. Il trionfo del Sole sulle tenebre veniva
anticamente festeggiato da tutti i popoli: presso i
Romani si celebravano i Saturnalia in onore di
Saturno, che andavano dal 17 al 23 ed erano giorni di
festa e di allegria perfino per gli schiavi; i Persiani
festeggiavano il dio Mitrah; gli Egizi il dio Osiride; i
Greci il dio Kronos, i Celti celebravano il loro Natale;
gli Aztechi celebravano il dio Tlaloques, il sole, con
veglie e offerte agli dei della casa.
Nel Medioevo il mese di Dicembre era raffigurato come un
contadino che uccide un maiale.
Durante la Rivoluzione Francese il periodo che andava
dal 21 Novembre al 20 Dicembre prese il nome di
Frimaio, quello che andava dal 21 Dicembre al 19
Gennaio prese il nome di Nevoso.
I popoli anglosassoni lo chiamavano mese santo
perché vi cade il Natale.
Il 4 Dicembre si festeggia S. Barbara, fanciulla di
grande bellezza, figlia di un uomo ricco e molto geloso,
che dovendo partire, la rinchiuse in una torre. La
giovane, di fede cristiana, fuggì. Ma fu catturata e
processata. Il padre volle eseguire la condanna, ma non
appena la decapitò, un fulmine si abbattè su di lui,
incenerendolo. E’ la santa protettrice dei minatori,
degli addetti alla preparazione e custodia degli
esplosivi e, più in generale, di chiunque rischi di
morire di morte violenta e improvvisa. Molto invocata
dai militari, è anche la protettrice della Marina
Militare Italiana, dei Vigili del fuoco. S. Barbara e S.
Simone sono invocati per essere protetti dai fulmini e
dalla morte improvvisa; nelle nostre zone era diffusa
questa preghiera:
“Santa Bèrbera e San Simòn
liberèm da saièt e da tron,
Santa Bèrbera benedèta
liberèm da fogh e fiama”
“Santa Barbara e San Simone
liberatemi da saette e tuoni
Santa Barbara benedetta
liberatemi anche da fuoco e fiamma”
Il 7 si ricorda S. Ambrogio, figlio di un funzionario
imperiale di Treviri; divenne governatore della Liguria
e dell’Emilia, poi acclamato vescovo di Milano il 7
Dicembre 374. L’ l’8 si festeggia l’Immacolata; il 13 S.
Lucia, che insieme a S. Nicola, il 6, sono i primi
portatori di doni ai bambini, in prossimità delle feste
natalizia.
S. Lucia, il cui nome deriva dal verbo latino lucere
cioè far luce, è la protettrice della vista, a lei sono
collegati
molti detti e preghiere popolari. Nelle nostre zone
erano molto diffuse brevi invocazioni in particolare
contro i “bruscoli“. Ci si potrebbe domandare come mai
fossero recitate così tante preghiere per questo scopo,
la risposta è semplice. Un tempo i montanari, dovendo
potare, tagliare gli sterpi, fare le fascine, tagliare
la legna per il focolare…erano facilmente colpiti da
piccole e fastidiose schegge.
“Santa Lusia de’ bosch
fam andè via
la busca d’in l’occ”
“Santa Lucia delle busche
fammi andare via
il bruscolo dall’occhio”
Ed ancora:
“Bosca in fora, oc in denter, Santa Lusia me guerda
denter”
(Bruscolo in fuori, occhio in dentro, Santa Lucia mi
guardi dentro)
“In nom ed Dio e ed Santa Lusia che la bosca ed l’oc
la vaga via”
(In nome di Dio e di Santa Lucia che il bruscolo
dall’occhio se ne vada via)
Nel passato, per la festa della Santa, la gente, a
digiuno, si bagnava gli occhi con l’acqua benedetta, per
preservare il dono della vista.
Il S. Natale, il 25, è sicuramente la festa più sentita
e più intimamente vissuta da tutti; il giorno 26 si
festeggia S. Stefano e l’ultimo giorno del mese, S.
Silvestro, il Santo che chiude l’anno.
Zodiaco: Il giorno 21 il Sole esce dal segno del
Sagittario per entrare in quello del Capricorno
Curiosità: il fiore simbolo del mese e del segno
zodiacale del Capricorno è la stella alpina.
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