Dicembre    di Franca Ascari Scanabissi  e Liliana Benatti Spennato -  foto dal web

Dicembre era il decimo mese del calendario romano, da decem cioè dieci; consacrato a Saturno, dio della semina e, successivamente, dio della terra dei morti. Con il solstizio d’inverno, Dicembre dà il bentornato alla luce: infatti in questo mese le giornate cominciano ad allungarsi, a discapito delle nottate che diventano più corte. Il trionfo del Sole sulle tenebre veniva anticamente festeggiato da tutti i popoli: presso i Romani si celebravano i Saturnalia in onore di Saturno, che andavano dal 17 al 23 ed erano giorni di festa e di allegria perfino per gli schiavi; i Persiani festeggiavano il dio Mitrah; gli Egizi il dio Osiride; i Greci il dio Kronos, i Celti celebravano il loro Natale; gli Aztechi celebravano il dio Tlaloques, il sole, con veglie e offerte agli dei della casa.
Nel Medioevo il mese di Dicembre era raffigurato come un contadino che uccide un maiale.
Durante la Rivoluzione Francese il periodo che andava dal 21 Novembre al 20 Dicembre prese il nome di Frimaio, quello che andava dal 21 Dicembre al 19 Gennaio prese il nome di Nevoso.
I popoli anglosassoni lo chiamavano mese santo perché vi cade il Natale.
Il 4 Dicembre si festeggia S. Barbara, fanciulla di grande bellezza, figlia di un uomo ricco e molto geloso, che dovendo partire, la rinchiuse in una torre. La giovane, di fede cristiana, fuggì. Ma fu catturata e processata. Il padre volle eseguire la condanna, ma non appena la decapitò, un fulmine si abbattè su di lui, incenerendolo. E’ la santa protettrice dei minatori, degli addetti alla preparazione e custodia degli esplosivi e, più in generale, di chiunque rischi di morire di morte violenta e improvvisa. Molto invocata dai militari, è anche la protettrice della Marina Militare Italiana, dei Vigili del fuoco. S. Barbara e S. Simone sono invocati per essere protetti dai fulmini e dalla morte improvvisa; nelle nostre zone era diffusa questa preghiera:
“Santa Bèrbera e San Simòn
liberèm da saièt e da tron,
Santa Bèrbera benedèta 
liberèm da fogh e fiama”

“Santa Barbara e San Simone
liberatemi da saette e tuoni
Santa Barbara benedetta
liberatemi anche da fuoco e fiamma”
Il 7 si ricorda S. Ambrogio, figlio di un funzionario imperiale di Treviri; divenne governatore della Liguria e dell’Emilia, poi acclamato vescovo di Milano il 7 Dicembre 374. L’ l’8 si festeggia l’Immacolata; il 13 S. Lucia, che insieme a S. Nicola, il 6, sono i primi portatori di doni ai bambini, in prossimità delle feste natalizia.
S. Lucia, il cui nome deriva dal verbo latino lucere cioè far luce, è la protettrice della vista, a lei sono collegati molti detti e preghiere popolari. Nelle nostre zone erano molto diffuse brevi invocazioni in particolare contro i “bruscoli“. Ci si potrebbe domandare come mai fossero recitate così tante preghiere per questo scopo, la risposta è semplice. Un tempo i montanari, dovendo potare, tagliare gli sterpi, fare le fascine, tagliare la legna per il focolare…erano facilmente colpiti da piccole e fastidiose schegge.
“Santa Lusia de’ bosch
fam andè via
la busca d’in l’occ”

“Santa Lucia delle busche
fammi andare via
il bruscolo dall’occhio”
Ed ancora:
“Bosca in fora, oc in denter, Santa Lusia me guerda denter”
(Bruscolo in fuori, occhio in dentro, Santa Lucia mi guardi dentro)
“In nom ed Dio e ed Santa Lusia che la bosca ed l’oc la vaga via”
(In nome di Dio e di Santa Lucia che il bruscolo dall’occhio se ne vada via)
Nel passato, per la festa della Santa, la gente, a digiuno, si bagnava gli occhi con l’acqua benedetta, per preservare il dono della vista.
Il S. Natale, il 25, è sicuramente la festa più sentita e più intimamente vissuta da tutti; il giorno 26 si festeggia S. Stefano e l’ultimo giorno del mese, S. Silvestro, il Santo che chiude l’anno.
Zodiaco: Il giorno 21 il Sole esce dal segno del Sagittario per entrare in quello del Capricorno
Curiosità: il fiore simbolo del mese e del segno zodiacale del Capricorno è la stella alpina.