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I dolci di Carnevale di Franca Ascari Scanabissi e Liliana Benatti Spennato |
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“Fritto è buono tutto,
anche l’aria” |
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Era usanza cucinare dolci veloci da preparare, poco costosi, per offrirli alla moltitudine di persone che intervenivano alle feste. Da qui la tradizione dei fritti: acqua, farina e zucchero che ancora oggi, pur con qualche ingrediente in più, si trasformano in castagnole, frittelle, tortelli, struffoli, frappe, cenci, chiacchiere… Il montanaro, un tempo povero e legato profondamente alle sue radici, non conosce una cucina particolare per festeggiare il Carnevale, ma mette in tavola crescentine, borlenghi, ciacci… preparati con la farina di frumento o di castagne, come negli altri periodi dell’anno. Uniche eccezioni sono gli zuccherini e le frittelle di Carnevale cucinati solo in questo periodo di festa. Le ragazze, con un bel cestino di vimini, infiocchettato con carte multicolori, riponevano gli zuccherini, da offrire agli amici, mentre i giovanotti servivano il vino. Spesso il Dottore, personaggio importante in tutti i paesi, al passaggio di una coppia, scherzava con queste rime improvvisate: |
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“Ballerino e ballerina, |
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Le frappe sono dolcetti conosciuti in tutte le regioni
italiane, anche se assumono nomi diversi. |