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E’ il mese più corto dell’anno, di
solo 28 giorni. Deriva il suo nome da februare
cioè purificare o dalle feste romane di
espiazione dette Februa. Numa Pompilio lo aveva
dedicato al dio Februus. Macrobio consigliava:
”Durante questo mese bisogna purificare la città“.
Erano giorni dedicati alla purificazione e al ricordo
dei morti, ma a metà mese si festeggiavano i Lupercali,
con cerimonie inquietanti, dove appare anche la dea
Giunone, detta Iunio Februata, cioè purificata.
Il mese e’anche consacrato a Nettuno, il dio del mare e
delle maree; i marinai dell’antica Roma lo invocavano,
per propiziarselo in vista della bella stagione in cui
iniziavano le navigazioni.
Con la riforma del calendario del 46 a. C, voluta da
Giulio Cesare, si inserì, ogni 4 anni, tra il 23 e il 24
febbraio, un giorno aggiuntivo, che fu detto bis
sextus e l’anno si chiamò bisestile.
Nel Medioevo il mese di Febbraio era rappresentato come
un gruppo di persone riunite intorno al camino.
Durante
la Rivoluzione Francese il periodo che andava dal 20
Gennaio al 18 Febbraio prese il nome di Piovoso mentre
quello che andava dal 19 Febbraio al 20 Marzo di
Ventoso.
Il 2 Febbraio, la chiesa festeggia la presentazione di
Gesù al tempio; è detta anche Candelora, perché
si benedicono le candele e si danno ai fedeli. La
tradizione popolare vuole che abbiano potere protettivo
contro le tempeste e le malattie.
Il 3 Febbraio è ricordato S. Biagio, che deve la
sua fama e la venerazione della gente per il rito della
benedizione della gola. Secondo la tradizione il vescovo
Biagio avrebbe miracolosamente liberato un bambino da
una spina conficcata nella sua gola. Visse tra il III e
il IV secolo a Sebaste in Armenia (Asia Minore). Era
medico e venne nominato vescovo della sua città. A causa
della sua fede fu imprigionato dai Romani e durante il
processo rifiutò di rinnegare la dottrina cristiana; per
punizione fu straziato con pettini di ferro. Morì
decapitato nel 316. Il giorno di S. Biagio il sacerdote
benedice la gola con due candele, benedette il giorno
prima, incrociate, con le parole: “Per le preghiere e i
meriti di San Biagio, Dio ti liberi dai mali della gola
e da ogni altro male”.
Il 14 è ricordato S. Valentino, protettore degli
innamorati, anche se in realtà nel nuovo calendario
liturgico sono festeggiati i SS. Cirillo e Metodio.
Intorno al 175 nasce ad Interamna, l’odierna Terni;
diventato sacerdote, si occupa della sua comunità,
perseguitata dall’Impero Romano, e nel 197 viene
proclamato vescovo. Intorno alla sua figura fioriscono
molte leggende, che riguardano episodi d’amore.
La leggenda dell’amore sublime
Si narra che Sabino, giovane centurione romano,
passeggiando per Terni si innamorò di Serapia. I due
volevano sposarsi, ma i genitori di lei si opponevano,
in quanto il ragazzo non era cristiano. Serapia convinse
Sabino ad andare a catechismo dal vescovo Valentino, che
affiancò i due giovani innamorati nel tempo precedente
il matrimonio. Purtroppo Serapia si ammalò di tisi e
Sabino disperato chiamò Valentino al suo capezzale. Il
vescovo battezzò il giovane ed unì i due in matrimonio.
Mentre levava le mani per la benedizione, un sonno
beatificante avvolse la giovane coppia...
La leggenda della rosa riconciliante
Un giorno, il vescovo Valentino sentì oltre la siepe del
suo giardino due giovani fidanzati che stavano
litigando. Colse allora una rosa, uscì dal giardino e
andò incontro ai due, gliela offrì, pronunciando parole
di riconciliazione. I due giovani smisero all’istante di
bisticciare e seguendo il consiglio del santo, strinsero
il gambo della rosa, pregando affinché il loro amore
fosse eterno. Poco tempo dopo i due tornarono da lui per
chiedergli di celebrare le nozze...
Il 15 è invece festeggiato S. Faustino, eletto a
protettore dei single. La festa risale al Medioevo,
quando nel Bresciano, dove visse il Santo, si dava alle
ragazze l’opportunità di un incontro. La sera del 15
Febbraio, le giovani si fermavano a chiacchierare in
piccoli gruppi, nella speranza così di intrecciare nuove
amicizie e di trovare il moroso.
In febbraio si festeggia il Carnevale, il termine deriva
probabilmente da carnem levare cioè togliere la carne
dalla tavola, visto che con il mercoledì delle Ceneri
inizia un periodo di magro e di astinenza. Culmina con
il giovedì e il martedì grasso ed ha come caratteristica
l’allegria, la festa, le maschere, E’ un mese in cui si
sente il bisogno di scuotere dalle spalle il peso del
freddo, di prepararsi all’arrivo di una stagione mite e
dolce.
Zodiaco:
Il giorno 19 il Sole esce dal segno
dell'Acquario per entrare in quello dei Pesci
I santi più popolari del mese:
S. Biagio (che preserva dai mali della gola), S. Agata e
S. Valentino (il santo degli innamorati).
Curiosità
Il fiore simbolo del mese e del segno zodiacale dei
Pesci è la magnolia.
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