31 gennaio: san Geminiano, patrono di Modena                       di Franca Ascari Scanabissi  e Liliana Benatti Spennato  

Geminiano (Cognento di Modena, 312 circa - Modena, 397) fu uomo di grande fede. E’ ricordato per il potere che avrebbe avuto sui demoni. Nel 390 fu presente al concilio dei vescovi dell’Italia settentrionale, presieduto da sant’Ambrogio, per condannare l’eretico Gioviniano. La “Relatio translationis S. Giminiani” manoscritto del sec. XII, conservato nell’Archivio capitolare, descrive la traslazione e la ricognizione del corpo di san Geminiano, avvenute rispettivamente il 30 aprile ed il 7 ottobre 1106, alla presenza di papa Pasquale II, Matilde di Canossa e di tutti i cittadini modenesi. Segue una successiva ricognizione per opera di Lucio III, il 12 luglio 1184, quando, in viaggio per Verona, si fermò a Modena per consacrare il duomo. Da allora nessun altra ricognizione fu compiuta fino al 1955.
Il Santo è conosciuto soprattutto come taumaturgo, infatti i biografi sono concordi nell'affermare che nella sua vita compì numerosi miracoli, e ancor di più dopo la morte. I bassorilievi del Wiligelmo, che ornano la Porta Principi sulla facciata del duomo di Modena, ricordano l’episodio della liberazione dal demonio e la miracolosa guarigione della figlia dell’imperatore Gioviano, narrato anche nella “Legenda” o Vita antica del Santo.
Un altro miracolo avvenne nel giorno della sua festa, mentre il duomo era gremito di gente. Le acque dei vicini fiumi e canali inondarono Modena, ma coloro che erano nella cattedrale furono salvi. Le acque si ritirarono senza arrecare alcun danno particolare.
Nel 452 Attila, il “Flagello di Dio”, invaso il Veneto, si apprestava a mettere a ferro e fuoco anche le nostre regioni: i Modenesi invocarono san Geminiano che fece scendere una fitta nebbia a difesa della città, che fu così risparmiata dai nemici.
La festa chiamata “del Miracolo” o “della Vittoria di San Geminiano” è stata per secoli solennemente celebrata a Modena per ricordare il prodigioso episodio del Patrono, apparso nel 1511 a Carlo D'Amboise che, a capo delle milizie francesi minacciava la città. Il Santo si presentò sotto le spoglie di una persona anziana dall’aspetto terrificante. Quando lo videro, il Capitano e le sue truppe retrocedettero verso Rubiera e molti soldati perirono nel fiume Secchia.
Una bella leggenda racconta della fuga di san Geminiano da una località dell’Appennino modenese, i Prati, dove si era rifugiato per sottrarsi agli onori che il popolo di Modena voleva concedergli. Alcuni pastori del luogo si accorsero però della sua presenza e il Santo fu costretto a ritornare in città. Prima di lasciare quelle belle praterie, volle mangiare un piatto di insalata: l’aveva seminata il mattino stesso, ma per miracolo era già cresciuta alta e verdeggiante, solo per lui. Ancora oggi sull’Appennino per dimostrare che qualcosa è successo molto rapidamente si dice che “è come l’insalata di san Geminiano”. Inoltre volle anche che l’acqua della sorgente, che sgorgava nei pressi del suo nascondiglio, lo seguisse fino alla pianura. Così avvenne: l’acqua seguì sotto terra la punta del suo bastone, mentre scendeva dalla montagna, riaffiorando a Cognento, suo paese natale.
Per la solennità del patrono la città si veste a festa: le vie del centro sono affollate di modenesi, venuti alla tradizionale fiera; numerosissime le bancarelle con prodotti di ogni genere, soprattutto gastronomici. Le reliquie del Santo sono esposte in Duomo. Al mattino, secondo un'antichissima tradizione, partendo dal Palazzo Comunale, si muoverà un corteo, formato da valletti in livrea giallo blu, che porteranno in offerta al Santo i ceri e l’olio per la lampada che, nella cripta del Duomo, arde perennemente davanti al sepolcro del patrono.
 

nelle foto il Duomo di Cognento dedicato a S.Geminiano, e reliquiario nel Duomo di Modena