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Il mese che apre l’anno prende il
nome da Giano in latino Ianus, divinità
dell’epoca romana; era un dio bifronte, che con i suoi
due volti guardava contemporaneamente al passato e al
futuro, quindi apriva e chiudeva le porte dell’anno. Era
raffigurato con un volto vecchio e barbuto e l’altro
giovane. Il poeta Ovidio nell’opera Fasti immagina che
il 1° Gennaio gli appaia il dio Giano, per spiegargli le
usanze di quel giorno. Dio di tutti gli inizi era
soprannominato dal poeta, che lo invocava con queste
parole: ”Giano bifronte, che l’anno cominci scorrente
silenzioso, solo tra i numi vedi dietro”. I
sacerdoti, alle calende, gli offrivano una focaccia di
cacio, farina, uova e olio, cotta al forno, chiamata
ianual, per ottenere benefici influssi sulla natura e
sui raccolti.
E’ un mese che ha una certa rassomiglianza con il dio
romano Giano, perché ha due facce, nel senso che ci sono
giornate gelide, buie e tristi ed altre luminose, con un
pallido sole… Nel Medioevo il mese di Gennaio era
rappresentato come un gruppo di persone intente a
banchettare.
Durante la Rivoluzione Francese il periodo che andava
dal 21 Dicembre al 19 Gennaio prendeva il nome di
Nevoso, mentre quello che andava dal 20 Gennaio al
18 Febbraio prendeva il nome di Piovoso.
Nel mondo agricolo è il mese della uccisione del maiale
e il 17 si festeggia S. Antonio abate, considerato il
protettore degli animali e delle stalle, molto venerato
nel mondo agricolo. Nella cultura popolare, era
raffigurato con accanto un porcellino; i contadini, per
distinguerlo da
S. Antonio da Padova, lo chiamavano Sant'Antoni del
purscell. Nella tradizione contadina e montanara gli
uomini si recavano alla S. Messa per implorare la
prosperità dei loro bestiami. Il parroco a sua volta
andava nelle stalle a benedire gli animali. In alcuni
paesi invece le mucche, i cavalli, gli asini, i muli ed
anche i maiali, addobbati con fiocchi rossi, erano
portati nella piazza, per ricevere la benedizione. Si
accendevano fuochi notturni, si facevano feste con la
cottura di cereali e legumi. Secondo una leggenda, la
notte del 17 gennaio gli animali acquistano la facoltà
di parlare; i contadini si tenevano lontani dalle
stalle, perché udire gli animali conversare era segno di
cattivo auspicio. E’ uno dei Santi della neve o Santi
dalla barba bianca insieme a S. Geminiano (31 Gennaio) e
S. Biagio (3 Febbraio). Recita un proverbio “Il
barbato, il frecciato, il mitrato, il freddo è andato“.
Passati questi tre santi l’inverno praticamente è
finito: il barbato è S. Antonio, il frecciato è S.
Sebastiano, ricordato il 20 gennaio ed infine il mitrato
è S. Biagio, la cui festa cade il 3 febbraio.
Le giornate si allungano, l’inverno è al suo culmine,
per cui Gennaio è considerato il mese più freddo
dell'anno. Per una buona riuscita del raccolto deve
essere freddo, meglio se arricchito da
abbondanti
nevicate (disastrose nei mesi successivi). Il freddo
infatti impedisce al seme di svilupparsi verso
l’esterno, costringendolo ad operare il suo primo
sviluppo verso la terra, più calda, attraverso
l’irrobustimento dell’apparato radicale. E’invece
auspicabile che non piova, perché l’acqua mitiga il
clima, inducendo il seme a germogliare prematuramente,
anche se, pare, la piovosità di questo mese influenza in
modo benefico la produzione del vino.
Nella tradizione cristiana, Gennaio è dedicato alla
Sacra Famiglia.
Il mese è anche legato ad una città dell’America
meridionale, infatti il 1 gennaio 1532, il navigatore
portoghese Alfonso de Sousa arrivò nella baia di
Guanabara e credendola, erroneamente, la foce di un
fiume, la chiamò
fiume di gennaio cioè Rio de Janeiro.
Zodiaco: Il giorno 20 il Sole esce dal segno del
Capricorno per entrare in quello dell'Acquario
I santi più popolari del mese: S. Genoveffa
(patrona di Parigi), S. Antonio abate (protettore degli
animali domestici), S. Sebastiano (Patrono dei Vigili
Urbani), S. Agnese, S. Giovanni Bosco (protettore dei
Fanciulli).
Curiosità
Il fiore simbolo del mese e del segno zodiacale
dell’Acquario è il bucaneve. E’ detto stella del mattino
perché è uno dei primi fiori a spuntare dalla terra dopo
l’inverno. Una leggenda racconta che Eva e Adamo,
cacciati dal Paradiso Terrestre, furono trasportati in
un luogo gelido, buio e dove era sempre inverno. Eva ben
presto fu presa dallo sconforto e dal rimpianto, non
accettava l’idea di vivere in quelle condizioni. Si dice
che un angelo, avuta compassione di lei, prese un pugno
di fiocchi di neve, vi soffiò e ordinò che si
trasformassero in boccioli, dopo avere toccato il suolo.
Eva, alla vista dei bucaneve, si rianimò. I bucaneve
sono il simbolo della vita e della speranza. |