Gennaio                       di Franca Ascari Scanabissi  e Liliana Benatti Spennato  

Il mese che apre l’anno prende il nome da Giano in latino Ianus, divinità dell’epoca romana; era un dio bifronte, che con i suoi due volti guardava contemporaneamente al passato e al futuro, quindi apriva e chiudeva le porte dell’anno. Era raffigurato con un volto vecchio e barbuto e l’altro giovane. Il poeta Ovidio nell’opera Fasti immagina che il 1° Gennaio gli appaia il dio Giano, per spiegargli le usanze di quel giorno. Dio di tutti gli inizi era soprannominato dal poeta, che lo invocava con queste parole: ”Giano bifronte, che l’anno cominci scorrente silenzioso, solo tra i numi vedi dietro”. I sacerdoti, alle calende, gli offrivano una focaccia di cacio, farina, uova e olio, cotta al forno, chiamata ianual, per ottenere benefici influssi sulla natura e sui raccolti.
E’ un mese che ha una certa rassomiglianza con il dio romano Giano, perché ha due facce, nel senso che ci sono giornate gelide, buie e tristi ed altre luminose, con un pallido sole… Nel Medioevo il mese di Gennaio era rappresentato come un gruppo di persone intente a banchettare.
Durante la Rivoluzione Francese il periodo che andava dal 21 Dicembre al 19 Gennaio prendeva il nome di Nevoso, mentre quello che andava dal 20 Gennaio al 18 Febbraio prendeva il nome di Piovoso.
Nel mondo agricolo è il mese della uccisione del maiale e il 17 si festeggia S. Antonio abate, considerato il protettore degli animali e delle stalle, molto venerato nel mondo agricolo. Nella cultura popolare, era raffigurato con accanto un porcellino; i contadini, per distinguerlo da
S. Antonio da Padova, lo chiamavano Sant'Antoni del purscell. Nella tradizione contadina e montanara gli uomini si recavano alla S. Messa per implorare la prosperità dei loro bestiami. Il parroco a sua volta andava nelle stalle a benedire gli animali. In alcuni paesi invece le mucche, i cavalli, gli asini, i muli ed anche i maiali, addobbati con fiocchi rossi, erano portati nella piazza, per ricevere la benedizione. Si accendevano fuochi notturni, si facevano feste con la cottura di cereali e legumi. Secondo una leggenda, la notte del 17 gennaio gli animali acquistano la facoltà di parlare; i contadini si tenevano lontani dalle stalle, perché udire gli animali conversare era segno di cattivo auspicio. E’ uno dei Santi della neve o Santi dalla barba bianca insieme a S. Geminiano (31 Gennaio) e S. Biagio (3 Febbraio). Recita un proverbio “Il barbato, il frecciato, il mitrato, il freddo è andato“. Passati questi tre santi l’inverno praticamente è finito: il barbato è S. Antonio, il frecciato è S. Sebastiano, ricordato il 20 gennaio ed infine il mitrato è S. Biagio, la cui festa cade il 3 febbraio.
Le giornate si allungano, l’inverno è al suo culmine, per cui Gennaio è considerato il mese più freddo dell'anno. Per una buona riuscita del raccolto deve essere freddo, meglio se arricchito da abbondanti nevicate (disastrose nei mesi successivi). Il freddo infatti impedisce al seme di svilupparsi verso l’esterno, costringendolo ad operare il suo primo sviluppo verso la terra, più calda, attraverso l’irrobustimento dell’apparato radicale. E’invece auspicabile che non piova, perché l’acqua mitiga il clima, inducendo il seme a germogliare prematuramente, anche se, pare, la piovosità di questo mese influenza in modo benefico la produzione del vino.
Nella tradizione cristiana, Gennaio è dedicato alla Sacra Famiglia.
Il mese è anche legato ad una città dell’America meridionale, infatti il 1 gennaio 1532, il navigatore portoghese Alfonso de Sousa arrivò nella baia di Guanabara e credendola, erroneamente, la foce di un fiume, la chiamò fiume di gennaio cioè Rio de Janeiro.
Zodiaco: Il giorno 20 il Sole esce dal segno del Capricorno per entrare in quello dell'Acquario
I santi più popolari del mese: S. Genoveffa (patrona di Parigi), S. Antonio abate (protettore degli animali domestici), S. Sebastiano (Patrono dei Vigili Urbani), S. Agnese, S. Giovanni Bosco (protettore dei Fanciulli).
Curiosità
Il fiore simbolo del mese e del segno zodiacale dell’Acquario è il bucaneve. E’ detto stella del mattino perché è uno dei primi fiori a spuntare dalla terra dopo l’inverno. Una leggenda racconta che Eva e Adamo, cacciati dal Paradiso Terrestre, furono trasportati in un luogo gelido, buio e dove era sempre inverno. Eva ben presto fu presa dallo sconforto e dal rimpianto, non accettava l’idea di vivere in quelle condizioni. Si dice che un angelo, avuta compassione di lei, prese un pugno di fiocchi di neve, vi soffiò e ordinò che si trasformassero in boccioli, dopo avere toccato il suolo. Eva, alla vista dei bucaneve, si rianimò. I bucaneve sono il simbolo della vita e della speranza.