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Luglio era
il 5° mese dell’antico calendario romano, noto con il
nome di Quintilis. Fu Marco Antonio a cambiarne il nome
in Iulius in onore di Giulio Cesare. E’ il mese in cui
la natura raggiunge il massimo rigoglio, per questo i
Romani lo consacrarono a Giove, padre degli dei e
sovrano dell’Olimpo. Nella Roma antica il giorno 5 si
celebravano i Ludi Apollinares, in onore di
Apollo, dio del Sole, con canti, balli e il rituale
sacrificio di un toro dalle corna ricoperte d’oro.
Vennero istituiti su consiglio di un oracolo dei Carmina
Marciana, una raccolta di testi ispirati come i Libri
Sibillini. I Carmina vennero consultati nel 213- 212
a.C. quando Annibale era alle porte di Roma e i
provvedimenti suggeriti dai Libri Sibillini non avevano
dato esito positivo.
Nella
Grecia antica dal 15 Luglio al 15 Agosto si celebrava
l’inizio dell'anno con le Ecatombeone, festività
in onore del dio Apollo, il significato di questo nome
era cento buoi immolati sull’altare del dio.
Fra Luglio
ed Agosto, si tenevano ogni quattro anni, i giochi
olimpici o Olimpiadi, un complesso di gare che
prendevano il nome dal santuario di Zeus a Olimpia. Gli
agoni olimpici erano le gare più importanti sia per
l’affluenza di folla che vi era, sia per la solennità
con cui erano realizzate. In onore di Zeus, esse furono
celebrate ad Olimpia, sulle rive del fiume Alfeo
nell’Elide, dal 776 a. C. al 394 a. C. anno in cui
furono abolite per un decreto di Teodosio. Solo nel 1896
furono ripristinate da Pierre de Coubertin
All’origine, probabilmente le gare avvenivano sul
modello di quelle di Patroclo nell’Iliade omerica ed
avevano un carattere funebre. In seguito i giochi furono
riorganizzati da Eracle, che stabilì fossero realizzati
ogni quattro anni e dedicati a Zeus. Si recò nel paese
degli Iperborei a prendere l’olivo con cui rendere la
regione ombrosa e premiare i vincitori. Secondo gli Elei
tali giochi erano stati istituiti da Eracle Ideo, uno
dei Curiati cretesi ai quali Rea aveva affidato la cura
del piccolo Zeus, alla fine dell’età dell’oro. Eracle
Ideo fece gareggiare i propri fratelli e stabilì come
premio di vittoria un ramo di ulivo portato da lui
stesso dal paese degli Iperborei.
Altre
leggende raccontano invece che Zeus stesso avrebbe
istituito i giochi dopo la sua vittoria su Crono.
Olimpia sarebbe stato il luogo prescelto.
Nel
Medioevo, Luglio veniva rappresentato da gruppi di
contadini intenti ad affilare le falci. Durante la
Rivoluzione Francese il periodo che andava dal 8 Giugno
al 18 Luglio prese il nome di Messidoro mentre quello
che andava dal 19 Luglio al 17 Agosto prese il nome di
Termidoro.
E’ un mese
di rivoluzioni famose, basta ricordare il 4 Luglio 1776
quando a Filadelfia fu promulgata la dichiarazione
d’indipendenza delle 13 colonie inglesi e il 14 Luglio
1789, a Parigi, dove il popolo assalì la Bastiglia.
Per una
buona riuscita del raccolto il mese di Luglio deve
essere caldo, le piogge di questo mese sono passeggere,
anche se a volte molto violente.
I santi
più popolari del mese: S. Tommaso, S. Maria Goretti, S.
Benedetto da Norcia,
S.
Bonaventura, S. Maria Maddalena, S. Brigida, S.
Cristina, S. Giacomo, S. Gioacchino (Gioachino), S.
Anna, S. Marta.
Curiosità: il fiore simbolo del mese e del segno
zodiacale del Leone è il girasole. Una leggenda racconta
che un tempo il girasole era brutto e scuro. Gli altri
fiori e gli uccelli del campo lo chiamavano cuore nero e
lo prendevano in giro per la sua abitudine di guardare
in faccia il sole. Gli dicevano: - Sei un presuntuoso
adulatore, ti volti agli ordini del sole! - Cuore nero
era triste e pensava: - Forse io, così brutto, non sono
degno di guardare il grande Sole, di rivolgermi verso la
luce e la bellezza?- Un giorno il sole si rivolse al
fiore dicendogli: -Sarai premiato per la tua fedeltà e
il tuo desiderio di bellezza. Diventerai il fiore più
alto e più luminoso e ti chiamerai Girasole. Nessuno
potrà burlarti poiché ogni parte di te sarà utile
all’uomo- Detto ciò, il sole scomparve tra le nuvole;
scese la pioggia e il girasole diventò bello, alto e
luminoso. Generoso com’era, offrì i suoi semi anche agli
uccelli che lo avevano deriso.
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