I giorni della merla               di Franca Ascari Scanabissi  e Liliana Benatti Spennato 

Tradizionalmente, i giorni della merla, 29, 30 e 31 gennaio sarebbero i giorni in cui la temperatura raggiunge i livelli più bassi di tutto l’inverno. Se sono freddi,  a primavera  sarà  bella, se sono  caldi la primavera arriverà  tardi.

Il merlo e la tordella sono uccelli che, nel mese di marzo, annunciano la fine del freddo. A Bologna dicono Quand canta al mérel, a san fóra dl’invérn” (Quando canta il merlo, siamo fuori dell’inverno).  Questo uccello però canta spesso più per un desiderio di primavera che per il suo reale avvicinarsi. Nelle campagne, ci si fidava maggiormente della tordella, più forte e resistente del merlo ai rigori invernali. In quasi tutta la Pianura Padana da secoli (ne parla anche Dante nel Purgatorio) viene tramandata la leggenda dei “Giorni della Merla”. Le  versioni sono  molte.

Una di queste racconta che una merla candida e bianca ed i suoi piccoli, stavano volando, ormai senza forze, per il freddo pungente. Più volte avevano cercato riparo, ma non l’avevano trovato. All’improvviso mamma merla vide un fumo nero salire da un camino e decise di condurre la sua famigliola in quella direzione, in cerca di un po’ di calore. Infatti quel caldo rifugio riuscì a salvarla, anche se tutti diventarono neri per la caligine che usciva dal camino. Da allora i bianchi merli, in segno di gratitudine, hanno accettato di restare neri.

Una versione più triste narra che una merla, ingannata dal sole di gennaio, cominciò a covare le sue uova. Però l’inverno non era finito e il 29, 30 e 31 il freddo ritornò tanto intenso, che le uova si ruppero e i piccoli morirono, insieme alla madre, affranta dal dolore.

Un’altra versione dice che Gennaio aveva ventotto giorni ed era il mese più freddo dell’anno. Giunto al ventottesimo giorno, un merlo, rallegrato, gridò al cielo: “Più non ti curo Domine, che uscito son dal verno”. Gennaio vendicò la bestemmia facendosi prestare tre giorni da febbraio e rendendoli ancora più gelidi.

Alcune leggende hanno come protagonisti esseri umani. Si narra che una ragazza e un ragazzo, per arrivare prima ad una festa in un paese vicino al loro, attraversarono il Po gelato, ma scivolarono nell’acqua e scomparvero. Unica testimone dell’accaduto fu una merla, che per tre giorni cinguettò volando sui passanti per chiedere aiuto. Il terzo giorno (30 gennaio) il sole sciolse il ghiaccio e il fiume restituì i cadaveri dei giovani, intorno ai quali sbocciarono fiori.

Un’altra  ha come protagonisti  due fidanzati, del casato Merlo, residenti sulle opposte rive del fiume Po. Il 29, 30, 31 gennaio il giovane fece la spola tra la casa della ragazza e la sua, passando per il fiume, che per il freddo intenso era gelato. Il 31, celebrate le nozze, i due sposi fecero lo stesso percorso, quando improvvisamente il ghiaccio si ruppe e il fiume inghiottì la donna, lasciando il giovane impietrito dal dolore. Quei tre giorni divennero “i giorni della merla”.

Curiosità

Sognare un merlo in volo annuncia l’arrivo di piacevoli sorprese.

“ Un merlo che scende a terra” significa novità vantaggiose nel lavoro

“ Un merlo che si posa su di noi”è un sogno portatore di molta fortuna.

Modi di dire:

“ Fischietti come un merlo”: alcuni anni fa, gli uomini, quando andavano in bicicletta o a lavorare, fischiavano ed il più bel complimento che potevano ricevere da una donna era proprio questo

“Bravo merlo!” per indicare una persona sciocca

“ Sei un merletto” riferito ad un giovane sempliciotto

“ Nero come un merlo” per identificare qualcosa completamente nera