Tradizioni pasquali                   di Franca Ascari Scanabissi  e Liliana Benatti Spennato   

Quest’anno il 12 Aprile si festeggia la S. Pasqua, la cui data è mobile. Nel passato molte erano le tradizioni relative a questa ricorrenza. Dal Giovedì al Sabato Santo era uso legare le campane, che restavano silenziose in segno di lutto. Il Sabato erano slegate e suonavano festosamente. Si diceva che l’acqua di ogni fonte in quel momento fosse santa e tutti correvano a bagnarsi gli occhi e le parti malate del corpo. Al primo rintocco delle campane si prendeva un sasso e lo si gettava dietro le spalle per scongiurare così il pericolo di incontrare rettile, vipere o altri animali pericolosi. Si raccoglievano anche sterpi spinosi e si bruciavano, perché si pensava fosse di buon auspicio. Il Sabato si portavano in chiesa le uova per farle benedire: alcune fresche, altre sode e colorate. Si rinnovava l’acqua battesimale ed i fedeli potevano prenderne un poco e tenerlo per casi particolari, come malattie. In molte zone della nostra montagna si praticava un gioco detto coccin coccetto o scoccetta: i due contendenti avevano ognuno un uovo sodo con cui battevano la punta di quello dell’avversario. Vinceva che aveva il guscio più forte e riceveva in premio l’uovo del perdente.

L’uovo è sicuramente il simbolo più rappresentativo della Pasqua, la festa della primavera. La tradizione di scambiarsi le uova come segno benaugurale è antichissima, precedente addirittura al Cristianesimo. Simbolo della vita che si rinnova, l’uovo veniva donato in  occasione dei riti primaverili per la fecondità: i Persiani, per esempio, già 3000 anni fa consideravano l’uovo di gallina un segno augurale e gli Egizi erano soliti donare, all’inizio della primavera, uova dipinte ad amici e parenti come augurio di rinascita. I Romani dicevano “Omne vivum ex ovo”,  ( dall’uovo nasce la vita) mentre risale alla tradizione orientale l’idea che le origini della Terra possano risalire ad un uovo gigante. Secondo la tradizione cristiana, invece, le uova sono il simbolo della Resurrezione di Cristo. La leggenda narra che Maria Maddalena, di ritorno dal Santo Sepolcro rimasto vuoto, avviandosi verso casa per raccontare il miracolo ai discepoli incontrò Pietro che non le credette, schernendola con queste parole: "Ti crederò solo se le uova che porti nel cestello si coloreranno di rosso". Immediatamente le uova assunsero un colore purpureo e Pietro fu costretto a piegarsi davanti al miracolo. Da quel momento, alla fine di ogni Messa pasquale, venivano donate ai fedeli uova benedette dipinte di rosso a testimonianza del sangue versato da Gesù sulla croce.

L’uovo è anche simbolo della Resurrezione: il guscio racchiude una vita che un giorno verrà alla luce. Per questo motivo si sono trovate, nelle tombe di alcuni martiri, a Roma, delle uova simboliche in marmo, come nei sepolcri di S. Balbina e di S. Teodora.

Un tempo in molte cattedrali si deponeva, il giovedì santo, un uovo di struzzo nel sepolcro rituale e lo si ritirava il giorno di Pasqua, cantando: “ Surrexit dominus vere: alleluia” ( E’ risorto veramente il Signore: alleluia). Da questo simbolismo è nata l’usanza dell’uovo pasquale. In Occidente  risale al 1176, quando il capo dell’Abbazia di St. Germain-des-Près donò a re Luigi VII, appena rientrato a Parigi dalla II crociata, prodotti delle sue terre, incluse uova in gran quantità. Nel corso del Medioevo la tradizione voleva che uova sode, dipinte a mano, fossero servite a pranzo e donate ai servitori, mentre nel XV secolo si diffuse l’usanza di servire per colazione un’omelette preparata con le uova deposte dalla gallina, il giorno del Venerdì Santo. Venivano benedette in chiesa, il sabato santo, le uova che si sarebbero mangiate la Domenica. I parroci, che si recavano nelle case per la benedizione pasquale, benedicevano anche le uova. Molto antica è anche la tradizione di donare uova vere o scolpite in vari materiali. I nobili si scambiavano uova pregiate in argento, oro, arricchite con gemme e perle o smaltate. Più tardi nascerà l’usanza di nascondere nell’uovo una sorpresa. Contrastanti, invece, le leggende che riguardano la nascita dell'uovo fatto interamente di cioccolato: c’è chi dice che fu Luigi XIV il primo a farle realizzare; altri sostengono che l’usanza provenga dalle Americhe poiché il cacao è una pianta originaria del Messico. Altri ancora raccontano che siano state inventate a Torino nel 1800, per esprimere il senso di liberazione dal digiuno quaresimale.