I riti della Quaresima                            di Franca Ascari Scanabissi  e Liliana Benatti Spennato  

Il nome Quaresima, dall’etimologia latina, indica un periodo di quaranta giorni, che intercorre dalla fine del Carnevale alla Pasqua. In realtà sono quarantaquattro: dal mercoledì delle Ceneri al sabato prima di Pasqua. Ricorda i quaranta giorni che Gesù visse nel deserto, digiunando e pregando, per resistere alle tentazioni del diavolo. La festa risale alla metà del II secolo e all’inizio durava cinque settimane, più quella Santa. In seguito, affinché la penitenza durasse quaranta giorni, la celebrazione fu anticipata all’attuale mercoledì delle Ceneri. Questo giorno segna l’inizio del periodo quaresimale ed in passato anche della penitenza pubblica, che avveniva con l’im-posizione delle ceneri; infatti il rito dava inizio al cammino di penitenza dei fedeli che sarebbero stati assolti dai loro peccati la mattina del giovedì santo. Le ceneri, ottenute bruciando gli ulivi e le palme benedette l’anno precedente nella Domenica delle Palme, vengono messe dal celebrante sul capo di ogni fedele. Questo gesto è accompagnato dalla frase: memento homo, quia pulvis es et pulverem revertis (ricorda uomo, cenere sei e cenere ritornerai).

La Via Crucis, Via della Croce anche detta Via Dolorosa, è un rito cristiano, con cui si ricostruisce e commemora il percorso di Cristo che si avvia alla crocifissione sul Golgota. Alcuni fanno risalire la storia alle visite della Vergine presso i luoghi della Passione a Gerusalemme, ma la maggior parte degli storici riconosce l’inizio della devozione a San Francesco di Assisi o alla tradizione francescana.

Intorno al 1294, Rinaldo di Monte Crucis, frate domenicano, racconta la sua salita al Santo Sepolcro: per viam, per quam ascendit Christus, baiulans sibi crucem,( per la via per la quale salì Cristo portando su di sé la croce), attraverso varie tappe, che chiama stationes: il luogo della condanna a morte di Gesù, l’incontro con le pie donne, la consegna della croce a Simone di Cirene, e gli altri episodi della Passione fino alla morte sulla Croce.

Originariamente la vera Via Crucis comportava la necessità di recarsi materialmente in visita pressi i luoghi dove Gesù aveva sofferto ed era stato messo a morte. Dal momento che un tale pellegrinaggio era impossibile per molti, la rappresentazione delle stazioni nelle chiese rappresentò un modo di portare idealmente a Gerusalemme ciascun credente. Oggi tutte le chiese cattoliche dispongono di una Via Crucis o almeno di una sequenza murale interna. Il numero e nomi delle stazioni cambiarono radicalmente in diverse occasioni nella storia della devozione, sebbene l’elenco corrente di quattordici stazioni ora sia quasi universalmente accettato

Le Stazioni della Via Crucis tradizionale sono le seguenti:
Gesù è condannato a morte
Gesù è caricato della croce
Gesù cade per la prima volta
Gesù incontra sua Madre
Simone di Cirene porta la croce di Gesù
La Veronica asciuga il volto di Gesù
Gesù cade per la seconda volta
Gesù ammonisce le donne di Gerusalemme
Gesù cade per la terza volta
Gesù è spogliato delle vesti e abbeverato di aceto e fiele
Gesù è inchiodato sulla croce
Gesù muore sulla croce
Gesù è deposto dalla croce
Il corpo di Gesù è deposto nel sepolcro

Varie di queste stazioni corrispondono ad episodi evangelici. Altre, come le cadute di Gesù e l’incontro con la madre, sono state introdotte dalla devozione popolare. La stazione della Veronica è legata, secondo una tradizione, al telo in cui è stata conservata l’immagine del volto sfigurato di Gesù.

Sono in molti a chiedere l’aggiunta di una quindicesima stazione, che raffigura la Risurrezione di Cristo, così da non terminare la devozione della Via Crucis con un evento doloroso. Alcuni fedeli praticano inoltre la Via Lucis cioè la via della luce, il giorno di Pasqua, meditando sulla Risurrezione e l’Ascensione di Gesù.

La Via Crucis rappresenta un momento di preghiera, di riflessione ed un cammino penitenziale. La celebrazione della Via Crucis è molto comune nei venerdì di Quaresima, specialmente il Venerdì santo. Di frequente le celebrazioni a carattere comunitario sono accompagnate da varie canzoni e preghiere, molto comune come accompagnamento musicale la sequenza dello Stabat Mater dolorosa.