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Raimondo nacque il 21 febbraio 1609
nel castello di Montecuccolo (Pavullo nel Frignano - Mo)
dal conte Galeotto e da Anna Bigi, di famiglia
ferrarese, dama d’onore della duchessa presso la corte
estense.
“ Adì 22 febraro 1609 Io Pellegrino Querciagrossi
capellano della Pieve di Renno ho battezzato Raimondo
figliolo dell’Ill.mo sig. Co. Galeotto Montecuccoli e
dell’Ill.ma sig. Co. Anna Bigi consorti semplicemente
con l’aqua sola nella Rocca di Montecuccolo adì
sopradetto. Io Pellegrino sopradetto di mano propria”.
( Arc. Parr. Di Renno, Libro dei Battezzati, vol. II.
Dal libro di Andrea Pini, Montecuccolo, la storia
svelata. I signori, la rocca, i feudi, A. Iaccheri,
Pavullo 1999).
Dei
sette anni che il piccolo Raimondo passò a Montecuccolo,
si sa ben poco. Sempre nel libro del prof. Pini si legge
che le uniche notizie sicure sono quelle relative al
fatto che il “sig. Conte Raimondo Montecuccoli figlio
dell’ill.mo sig. Conte Galeotto” si prestò ad essere
padrino in tre battesimi, nonostante fosse ancora in
giovane età. Il 4 aprile 1616 a Renno per “Francesco
figlio di Alessandro Barbieri Garfagnino e di Domenica
Bonvicina da Montecuccolo”. Il 20 aprile dello
stesso anno come padrino di “Lorenzo figlio di
Rainaldo Bonvicini e Giovanna Ruggeri sua moglie”.
Il 22 aprile, due giorni dopo, Raimondo tenne a
battesimo “Maria figlia del magnifico Alfonso Magnani
e di madonna Camilla sua moglie”.
Nel 1616 il conte Galeotto fu nominato governatore di
Brescello, vicino al Po, nel territorio attuale della
provincia di Reggio Emilia, dove si trasferì con la
famiglia. Deceduto il padre nel 1619, Raimondo fu
accolto alla corte del cardinale Alessandro d’Este,
vescovo di Reggio e fratello di Cesare, duca di Modena.
Il cardinale sognava di avviarlo alla carriera
ecclesiastica e finanziò i suoi studi anche dopo la
propria morte nel 1624. Ma era invece la carriera
militare ad affascinare il giovane Raimondo, che si recò
in Austria e decise di arruolarsi come soldato semplice.
Solo nel 1629 ottenne il grado di alfiere. Da allora
scalò tutti i gradi della gerarchia militare fino ad
essere nominato, al momento della morte, "Principe e
Conte dell'Impero; luogotenente generale e
feldmaresciallo; Signore di Hohenegg, Osterburg, Gleiss
e Haindorf; presidente dell'Imperial Consiglio Aulico
Militare; Gran Maestro dell'artiglieria e
fortificazioni; governatore della regione di Győr e
colonnello - proprietario di un
reggimento di cavalleria; Reale Consigliere Segreto;
camerlengo e cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro".
Partecipò a tutte le campagne militari d’Europa dal 1625
al 1675, dalla Guerra dei Trent’Anni (1625-1648) in poi.
Fu nella Guerra di Castro in Emilia, (1643 -1644), vinta
sotto il suo comando supremo dagli alleati (Modena,
Parma, Firenze, Venezia). Fu comandante supremo nella
vittoriosa Campagna di Polonia (1657-1659) e nella
Guerra col Turco (1663-1664), conclusasi con la sua
vittoria a capo della coalizione cristiano-imperiale sul
fiume Raab il 1 agosto 1664.
Il visir esclamò: "Io ero venuto per combattere un
uomo, non un demonio".
Dal 1668 al 1681 fu Presidente del Consiglio di guerra
di Corte. Partecipò anche alla Campagna del Reno contro
la Francia (1672-1675).
Oltre che condottiero fu anche scrittore, uomo politico
e diplomatico di grande importanza. Ebbe notevole
influenza sulla conversione al cattolicesimo della
regina Cristina di Svezia, essendo allo stesso tempo
diretto interlocutore della regina, del papa e
dell’imperatore. Le opere principali, scritte fra il
1640 e il 1670 sono: “Delle battaglie”, “Trattato della
guerra”, “Dell’arte della guerra” e “Aforismi dell’arte
bellica”.
Il 31 maggio 1657 Raimondo sposò la principessa
Margarethe von Dietrichstein, e ne ebbe in dote la
proprietà del feudo di Hohenegg in Austria, il cui
castello diventò la sua abitazione preferita. Ebbe tre
figlie e un figlio di nome Leopoldo Filippo.
Nel 1675 ci fu la campagna del Reno, la guerra
dell’Impero asburgico contro la Francia di Luigi XIV,
che mise Montecuccoli di fronte al maresciallo Turenne
(che vi morì). Il confronto fra i due condottieri fu
ricordato con ammirazione sia da Voltaire che da
Napoleone.
Raimondo Montecuccoli morì per emorragia a 71 anni, il
16 ottobre 1680, a Linz, dove si era rifugiato per
sfuggire alla peste. Aveva disposto nel testamento di
essere sepolto a Vienna, nella chiesa dei Gesuiti dei
Nove Cori Angelici. |
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Bibliografia
Pini. A, Montecuccolo, la storia svelata. I signori, la
rocca, i feudi, A. Iaccheri, Pavullo 1999
Rossi. B, Raimondo Montecuccoli. Un cittadino
dell’Europa del Seicento, Ed. Graf, 2002 |