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Si gira
nel letto, suda, pensa che vuole dormire e più lo pensa
più gli è difficile dormire. Saranno le due di notte.
Anzi no, magari fossero le due di notte. Qui si son
fatte le quattro e porca puttana, bisogna dormire.
Se non dorme gli viene il mal di testa e se gli viene il
mal di testa non dorme nemmeno la notte dopo. Questo
pensiero lo agita, pensa che non si deve agitare, che se
si agita non dorme.
E di nuovo sto pensando che devo dormire, cazzo, bisogna
pensare ad altro!
C'è quella cosa del contare le pecore, deve essere una
cazzata. Ma se è diventata patrimonio comune vuol dire
che c'è qualcuno che ha effettivamente contato le pecore
e questo l'ha fatto dormire. Ci prova anche lui, si
mette davvero a contare le pecore e se le immagina
anche. Le vede saltare la staccionata, proprio come
nelle vignette della settimana enigmistica, che
vaffanculo ci sarà un fondo di verità in questa cosa!
Arriva a settantasette che non si ricorda se in realtà
non sia a sessantasette e di nuovo il problema si
ripresenta al centosettantasette. Superati i duecento
pensa che non si sta addormentando e subito dimentica le
pecore e si agita pensando solo che vuole dormire.
Si gira ancora una volta, cercando un angolo fresco del
cuscino, non lo trova e rivolta il cuscino e poi c'è un
suono che squarcia la notte.
Irrompe a un volume altissimo, che Nick si rizza sul
letto in un colpo ed è bianco dallo spavento e gli batte
il cuore al ritmo di duecento pecore al minuto. Lui non
si chiama Nick, ma il suo nome italiano non funziona in
questa storia.
Ha vibrato tutta la stanza, coi vetri che tremavano e
che per poco non sono andati in frantumi per la potenza
dei decibel. Il suono è partito dal nulla e si è spento
nel nulla, un pezzo di canzone e nient'altro che questo.
Lo squarcio diceva: “Quest'anno non ci sarà settembre
coi suoi colori”, un pezzo dei Caduta Massi e Nick lo
conosce bene. E porca puttana quest'anno non ci sarà
nemmeno il sonno, che se c'era qualche speranza di
addormentarsi ora è andata in frantumi al posto dei
vetri e le duecento pecore sono scappate dal recinto e
fanno schiamazzi che qui non si dorme mai più.
I goccioloni scendono lungo la fronte e sono meno salati
di quelli da fatica. Il sudore della paura ha un gusto
tutto suo e Nick lo degusta con attenzione durante il
silenzio che segue il frastuono.
Resta seduto immobile cinque minuti, che a lui sembrano
trenta e tende l'orecchio cercando nel silenzio un'eco
di quel suono. Tutto è muto, Nick, che se proprio vuoi
sentire qualcosa ci sono dei grilli che cantano, ma lo
fanno giusto per farti capire che non sei tu ad essere
sordo.
Si alza e la prima cosa che fa controlla lo stereo, ma
lo stereo è spento e se anche si fosse acceso non
sarebbe certo partito un istante isolato di una canzone
per poi bloccarsi di colpo.
“Quest'anno non ci sarà settembre con i suoi colori”,
Nick ha sentito questi versi e la musica era aggressiva
e i decibel frantumavano i vetri, anzi no, il mio sonno.
Pensa che magari è stato il vecchio del piano di sotto,
che forse sì, è stato lui e si è sentito tutto fino a
qui, che ha acceso la radio e poi ha spento perchè
cazzo, si sarà accorto anche lui che il volume era
spropositato.
Questo nuovo ragionamento lo mette tranquillo e quasi
rifiuta di domandarsi perchè un vecchio di ottant'anni
dovrebbe accendere la radio e ascoltare i Caduta Massi
alle quattro di notte.
Dormire non si dorme più e allora fa la pazzia di
vestirsi e uscire sul pianerottolo. Scende le scale e va
ad origliare alla porta del vecchio.
Qua non si torna a letto se non si è capito che cosa
fosse quel suono e se è stato davvero il vecchio allora
sarà ancora sveglio anche lui e se provo ad origliare
magari c'è lui che gira in pantofole e mi metto
tranquillo.
Accosta l'orecchio al portone e prega di sentire
qualcosa, un rubinetto, un colpo di tosse, qualche
passo, magari qualche bel passo sordo e pesante!
Ma il vecchio russa che sembra dormire col megafono e il
suo sonno è talmente pesante che Nick lo invidia
moltissimo, che quello avrà contato massimo una pecora,
anzi, cosa dico una pecora, quello si è addormentato
guardando il recinto vuoto perchè le pecore erano ancora
in aperitivo in Via Gallucci.
L'insonnia e il mistero agitano Nick e questa cosa va
capita e il mal di testa è in agguato. Nick soffre di un
mal di testa particolare che a raccontarlo la gente non
ci crede. Gli viene solo la domenica, puntuale, sempre
la domenica.
Ma domani è martedì e arriverà il mal di testa di
martedì perchè non dormo per questo fottuto mistero. Non
era un sogno, ne sono sicuro, perchè lo so benissimo che
non stavo dormendo.
Allora Nick scende le scale e dal pianerottolo va fino
in garage che vuoi vedere che è partito lo stereo della
macchina?
La cosa è possibile. Ascolta spesso i Caduta Massi in
auto e magari la canzone è partita da lì. Anzi, ecco
spiegato tutto: gli hanno fregato la macchina. Il ladro
ha acceso e lo stereo è partito a tutto volume perchè
Nick lo tiene sempre a tutto volume che quei tamarri
fermi al semaforo almeno sentiranno un po' di vera
musica per qualche secondo della loro vita. Un semaforo
rosso di rock che almeno questi trenta secondi ti fermi
e ti rendi conto che fin'ora hai ascoltato solo merda e
che questo semaforo rosso vale molto più di tutte le
luci blu al neon che hai montato sotto la Punto.
Sì, ecco: il ladro ha messo in moto, è partito il
casino, il ladro ha spento lo stereo e tutto andato
così.
Nick tira su la serranda che quasi quasi spera davvero
che gli abbiano fregato la macchina così almeno si svela
il mistero e nemmeno si chiede perchè un ladro dovrebbe
essere sceso per richiudere il garage prima di fuggire a
tutta velocità.
La macchina è lì e tutto è spento e dentro lo stereo non
c'è nemmeno il cd dei Caduta Massi.
Nick si sente stordito, si gira su se stesso come per
capire dove si trova, ricorda il momento della notte in
cui è partita la canzone e a costo di non dormire mai
più vuole arrivare in fondo a questa storia e che le
pecore vadano pure a puttane che almeno fanno qualcosa
di più divertente che saltare un recinto.
Ormai che è in garage sale sull'auto e mette in moto,
che vuoi vedere che tutto è partito dalla discoteca lì
vicino?
C'è una discoteca del cazzo che quando le notti sono
silenziose e il vento è debole e tira dalla parte giusta
e nell'atmosfera c'è un qualcosa di favorevole si sente
la musica venire da là, che di solito si sente solo la
batteria tutta uguale della tunz e magari qualche nota
di basso ossessivo, ma l'unica spiegazione è questa.
Stavolta hanno messo su qualcosa di diverso e siccome
conoscevo già il pezzo ho carpito tutti gli elementi
della canzone. “Quest'anno non ci sarà Settembre coi
suoi colori” e io guido fino alla discoteca che
finalmente metto in pace il mio cuore e sarebbe anche
ora che quel locale di merda mandasse qualcosa di
decente.
Nick guida per nemmeno un chilometro e fa finta di non
chiedersi perchè una discoteca dovrebbe mandare i Caduta
Massi alle 4 del mattino di martedì notte e soprattutto
perchè dovrebbero mandare solo il frammento di una
canzone e nient'altro che questo.
Non si pone più alcun quesito perchè ormai ha deciso che
tutta la spiegazione è nascosta in quella discoteca
commerciale e il problema casomai riguarda i gestori del
locale, non certo Nick, che tempo venti minuti sarà
finalmente nel mondo dei sogni e le duecento pecore
saranno stanche anche loro di fare le orge con le
puttane.
Si avvicina e non si sente niente, parcheggia là sotto e
non c'è nessuno, cammina fino all'entrata e vede che il
lunedì e il martedì sono giorni di chiusura. Si siede
contro il muro e appoggia la testa tra le mani. Lui l'ha
sentito, ha sentito un frammento di Caduta Massi e sa
per certo che non stava dormendo e che aveva tirato
fuori tutta la storia delle pecore proprio per questo
motivo.
Tira su la testa, la notte è limpida che hanno
installato uno schermo ad alta definizione grande come
il cielo. Si vedono le luci sull'appennino al punto da
distinguere ogni singolo insonne sparso lungo la
Giardini, che da qua a Monfestino ce ne saranno duecento
con la cameretta accesa. Alcuni si fanno le seghe su
internet, alcuni scopano la fidanzata che stavolta lo
vuol fare con la luce accesa per vedere il torso nudo
schiacciarle i seni, alcuni contano anche loro gli
insonni sulla Giardini.
Pensa che porca puttana il suono viene da là. Ecco la
spiegazione: Nick ha sentito proprio un gruppo di suoi
amici che conoscono i Caduta Massi e magari han provato
a farne una cover. Il suono proveniva dalla loro sala
prove e quelli suonano a Maranello. Sa che sono talmente
fuori di testa da essere capaci di provare alle quattro
di notte, sa che in questo periodo hanno il chiodo fisso
dei Caduta Massi, sa che deve per forza aver sentito
loro, che certe condizioni particolari hanno fatto
arrivare il suono di una canzone fino in camera sua e
adesso appuriamo questa cosa e faccio la pazzia di
guidare fin là e li saluto e ne approfitto che ci
beviamo una birra in compagnia. Se la Giardini è
talmente limpida da vedere le luci allora questa purezza
deve riguardare anche i suoni. Nick se la spiega così e
questa cosa pare funzionare, anche perchè ha finito le
idee e se escludiamo tutto è rimasta soltanto questa
possibilità.
Cazzo, come ha fatto a non pensarci subito? Ultimamente
non ha fatto che parlare dei Caduta Massi con gli amici
di Maranello e quelli là si son messi a suonare proprio
stasera.
Porca puttana, quando arrivo là gli chiedo il
risarcimento dei danni morali e ci saranno anche
duecento pecore che chiedono il conto delle puttane.
Fa la Giardini e tra poco sorgerà il sole. Fa la
Giardini, che fino a Maranello sono tutte case.
Baggiovara, Casinalbo, Formigine, Ubersetto. In ogni
paese conosce qualcuno perchè Modena è strana, perchè
tutti vivono in provincia e pochissimi in città.
Fa la Giardini e non c'è nessuno e tutto intorno le cose
diventano azzurre con l'alba lontana che fa degli alberi
una prosecuzione celeste dell'aria. Sì perchè quando
l'alba è fredda, è tersa, e ancora alba non è, allora
gli alberi e le case raccolgono il colore del cielo, che
quasi sciogliendosi scivola sui prati ricoprendo tutto
di puntini blu e azzurri e bianchi, raffreddando tutto
nell'immobilità di un'alba che ancora alba non è.
Respira la Giardini, se la fa scendere nei polmoni e
respirandola sente già l'odore della Giardini dopo
Maranello, di quella Giardini che non è più solo case,
ma curve e fermate della corriera, prati e colline e San
Venanzio, che anche lì conosce qualcuno, e Serramazzoni,
dove ha passato l'infanzia e ancora più in là dove tutto
profuma di mattoni vecchi, di umidità buona, un'umidità
che in città non c'è, quella che si sposa col vino,
quella che la annusi e sa di storia, di castelli e di
Monfestino.
Annusa già la Giardini che sarà, quella che lo aspetta
dopo Maranello, che lo accoglierà nell'alba intensa e
questa volta vera, che getterà l'arancione sulla fermata
della corriera, quella solitaria, quella che ti dice che
hai passato San Venanzio, quella che ti dice che se sei
arrivato fin lì allora arriverai fino ai boschi e ai
prati, là dove le case di città si sono trasformate in
recinti e cucce del cane e nel vecchio che fa qualcosa
nei campi e non capisci cosa e lo vedi indaffarato e
pensi che quello non si è mai preso un giorno di pausa,
che magari fa la cosa più inutile che gli è venuta in
mente, ma almeno la fa, perchè deve stare sul suo prato,
perchè deve farsi vedere dalle macchine che passano,
perchè vuole che tutti sappiano che lui e il suo
cappello e la sua giacca sono sempre lì ed è lì che
stanno facendo qualcosa. Sopra ogni prato c'è un
vecchio, o c'è un trattore, o c'è un cane e tutte queste
cose in città non ci sono e se ci sono non sanno più di
vecchio o di trattore o di cane, ma sanno solo di
ruggine. Ruggine sul vecchio, ruggine sul trattore e
ruggine sul cane, che ora faccio la Giardini e la
ruggine si stacca anche da me.
Nick supera Maranello e si chiede come abbia potuto
pensare anche solo per un momento che il suono
provenisse da lì, dai suoi amici e dalla loro sala
prove. Quanto era ingenuo, quanto era stupido e cieco.
Quel suono veniva da Pavullo. Non c'era alcuna radio,
lettore cd, discoteca o gruppo cover a riprodurlo. Quel
suono proveniva dai Caduta Massi e da nessun altro.
L'alba sulla Giardini l'ha condotto più in là, più là di
Maranello, verso i profumi e i ricordi di Pavullo.
Supera Maranello, che nemmeno se ne accorge, pensa solo
alle curve di Montagnana e Ligorzano, che anche a
Ligorzano conosce qualcuno e l'alba brillante fa vibrare
il paese e Ligorzano diventa tremulo nell'arancione che
rimbalza sull'asfalto vuoto, sulle pareti vuote, sui
campi vuoti, sul tutto vuoto che si riempie di rosso
intenso e ora di luce abbagliante, che si riempie del
respiro di Nick, che aspira tutto, che aspira la luce,
che gonfia il cuore di sole e di caldo e di agitazione e
foga perchè adesso Nick conoscerà i Caduta Massi.
Egli è stato chiamato dal frammento di un urlo nel cuore
della notte, dallo squarcio di un suono che ha infranto
il suo sonno. C'era l'eco di un'onda da seguire, la
vibrazione di un grido, di mille decibel che sono
rotolati giù dalla Giardini, che come la piena di un
fiume si sono riversati nelle strade.
Ora vedo tutto chiaramente, vedo il sole che fa del
cielo lo specchio di un pastello, vedo Serramazzoni e le
nitide vallate, là dove ci sono ancora le pecore, che
qui non saltano le staccionate per addormentare i sensi,
ma anzi destano le coscienze imprigionando qualche
raggio luminoso nei nodi della lana.
Ora vedo i decibel inondare le strade, scorrere giù,
allargandosi nei viottoli. Questa notte sono arrivati
fino in camera mia, bussando alla mia mente. Ma ancora
si spargono dovunque e scommetto che anche l'Estense è
stata invasa da questo suono. La piena di rumore dirompe
giù dalla montagna allargandosi come un'eruzione da
Pavullo fino alla città. Fatico a tenere il controllo
dell'auto mentre i decibel la spingono verso il basso.
Ora la Giardini ne è piena e le note scrosciano nella
foga dirompente.
Penso che avrei dovuto capirlo subito, prendere la
macchina e andare a Pavullo molto tempo fa. Dovevo
conoscere i Caduta Massi prima, prima che il loro suono
bussasse al mio sonno. Ora è tutto più difficile. La
musica spinge il mio mezzo verso il basso, scalo le
marce, metto la seconda e poi la prima, ma ormai si fa
una fatica indicibile ad andare su.
Il fiume di suono ha raggiunto proporzioni
inimmaginabili e sta devastando tuttto, non riesco più a
vincerlo e il motore va su di giri, ma la macchina non
si muove più.
Fatico a tenerla ancora in strada e la sento ormai vinta
dalla colata lavica che la preme con forza di vulcano.
Ed eccomi finalmente vinto dai decibel e dalle note, mi
lascio trasportare dalla piena e qui si torna giù:
Serramazzoni, Ligorzano, San Venanzio, Maranello. Ci ero
andato vicino, molto vicino. Ma dovevo partire prima.
Prima che il sole sorgesse.
Il fiume mi trascina, devasta tutto, mi rotola come i
cavalloni nel mare in tempesta, mi precipita, mi invade
come un tuono nel petto e con esso ripiombo fino a
Modena, sotto casa mia e la foga si placa. Le note si
ritirano, prosciugando i decibel dentro i tombini. Tutto
si secca e gli ultimi suoni si assorbono nella terra del
prato sotto casa. Entro, mi svesto e torno a letto.
Dormo.
Dormo e sogno di incontrare i Caduta Massi. Di arrivare
fin là, fino a Pavullo, quando ancora il viaggio poteva
essere completo.
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