"L'ascesa" del Mazzieri

 di Simona Maleti  

Si è inaugurata sabato 17 luglio la mostra antologica di Massimo Mazzieri alla torre dei Montecuccoli di Montecenere.

Sopraggiungo trafelata e accaldata dopo aver domandato informazioni ai passanti che si trovavano sul mio cammino per riuscire a scovare questo magico, piccolo borgo.

Ed ecco finalmente, nella luce della sera, d'innanzi a me, la torre.

Ed io d'innanzi a lei.

L'osservo dal basso, lei si lascia guardare e ricambia lo sguardo dall'alto.

L'ammiro e la respiro mentre d'intorno gli ospiti, le macchine fotografiche e il solenne discorso del sindaco sono solo un sottofondo che mi sembra lontano chilometri.

E finalmente si entra..

Tre piani collegati tra loro da una strettissima scala e spesse mura squarciate ogni tanto da  piccole finestre custodiscono le opere di Mazzieri.

E' un percorso ripidissimo che si compie lì, in quella minuscola fortezza.

Si avverte notevolmente “l'ascesa”, e proprio nel salire m'illumino...

"Ecco", penso, "perchè Massimo Mazzieri così schivo e restio ad esporre le proprie opere ha accettato di realizzare questa splendida antologica che racconta la sua evoluzione espressiva dal 1985 al 2009...perchè lo stesso percorso che si compie all'interno della torre si percepisce parallelamente nei suoi dipinti.

Al primo piano, dove la torre tuttora s'impasta col terreno, le opere che vi soggiornano sono ancora fortemente figurative e risentono dell'influenza dei grandi maestri del Frignano, ma covano già al loro interno l'idea e il desiderio della ricerca del Sé."

Poi, salendo al secondo piano dove la torre osa nel distacco dal suolo e si protende sempre più verso l'alto, nei dipinti del Mazzieri si comincia ad avere il sentore del definitivo 'naufragio' della figura  mentre simultaneamente emerge la necessità prorompente di rappresentazione dell'Essere; il segno diviene rapido e fluisce libero dall'inconscio al pennello, il colore si fa dinamico e apre la strada dell'esistenza individuale al significato Universale. 

Ed infine, in cima, nell'ultima sala, dove finalmente la torre si fonde nell'aria pur senza staccarsi dal suolo, la sorprendente evoluzione nel cammino di Massimo.

Le sue opere qui sono fortemente vibranti, energetiche, i colori gridano attenzione e provano a rispondere a te che osservi e ti chiedi cosa si nasconde sotto la crosta superficiale della Vita e quali impalpabili energie pervadono l'essenza dell'essere umano che il più delle volte sembra quasi vivere per inerzia.

E spronano te, proprio te che ora sei in cima alla torre e il tuo sguardo tutto domina dall'alto, a fermarti e a guardarti dentro per un attimo, in profondità e ad ascoltarti fino a che quegli incomprensibili alfabeti che galleggiano sui dipinti non ti divengano chiari, perchè è a te, proprio a te che stanno parlando.

E parlano di te.

E la torre sei tu.

Uomo.

Simona Maleti

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