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La nostra struttura accoglie tra le sue
mura ospiti, personale d’assistenza,
medici, amministrativi, volontari…e
opere d’arte, donate dagli artisti per
contribuire con la bellezza al sereno
soggiorno di tutti coloro che animano
la casa. Lungo le pareti, oltre a fotografie
che immortalano momenti e incontri
fondamentali nella storia della
struttura, si trovano diverse opere che
permettono di considerare “Francesco
e Chiara” una piccola galleria d’arte, a
disposizione di tutti coloro che vogliano
intrattenersi anche per breve tempo
con gli ospiti.
Cominciamo a visitarla. E cominciamo
dalle opere di un artista che, tra
le varie attività nelle quali dispiega le
proprie energie, si occupa della veste
grafica di questo giornalino.
Nel salone Gazzetti-Lonati si trova la “Stele del buon
riposo”, costituita da quattro tavole che rivestono una
colonna su ogni lato. L’opera risale al 2006 e presenta
una delle ultime fasi dell’espressione artistica di Massimo
Mazzieri, che ha conosciuto un’importante evoluzione.
Massimo, originario di Lama Mocogno, si è trasferito
a Pavullo da molti anni. Dal 1984 espone le proprie
opere in mostre collettive e personali. L’ultima risale
al 2007: col titolo “…alle mappe dell’anima” essa ha
offerto un’antologia delle opere dell’artista nonché la
possibilità di cogliere il cammino della sua arte. Diverse
le tecniche esplorate da Massimo, dal classico
olio su tela alla tecnica mista su vari supporti, tavola,
cartone, forex, tela. Ma soprattutto diversi i linguaggi
espressivi, che sono partiti dal figurativo, ma un figurativo
onirico, in cui prevalgono
navi e rocce fantastiche,
fatte della “stoffa
dei sogni”.
Poi Massim o, come le sue
navi, ha varcato “le colonne
d’Ercole” della materia
ed è approdato all’energia.
Egli stesso dice “Sono
riuscito, come cercavo da
tempo, a superare il reale,
il figurativo, anche se visionario
e fantastico, come
prima mi piaceva rappresentarlo.
Quello che voglio
ora è tentare di esprimere
sensazioni, percezioni e
tutto quello che mi arriva
in modo istintivo, senza
essere filtrato dalla ragione.
Mi piace immaginare un mondo magico,
con formule per esaudire desideri, o per
trasmettere energie positive.”
La materia si è dissolta in segno, scrittura
misteriosa, sulla quale si stende il colore che
propone forme fluenti, sinuose, circolari. A
me ricordano le eliche del DNA, scrigno di
energia e di vita. La “Stele del buon riposo”
coi suoi quattro colori, azzurro, verde, giallo,
rosso-arancio sembra alludere ai quattro
elementi già individuati dai filosofi presocratici
quali costitutivi dell’universo, aria,
acqua, terra e fuoco, o alle quattro stagioni,
nell’ordine inverno, primavera, estate, autunno.
Insomma, al cerchio della vita, che
si rinnova ogni anno, ogni generazione, sia
per l’uomo che per la terra intera.
Questo cerchio fa compagnia
ogni giorno agli ospiti della
struttura, che io immagino
posare talvolta lo sguardo sulla
stele e perdersi nelle sue volute
e nei suoi enigmi, fantasticare
o rammentare di antiche
stagioni.
E poi? Dal linguaggio segreto,
dal codice della vita può darsi
che si ricostituisca una forma
figurativa, un volto, una fronte,
una mente, quella mente che
lo ha scoperto o immaginato,
oppure che sogna e ricorda
contemplandolo. Seguiremo i
futuri sviluppi dell’arte di Massimo
e i nuovi approdi ai quali
ci porterà. |